Il cibo costituisce uno degli elementi più importanti per la salvaguardia della salute delle persone, poiché ha un peso determinante nel favorire il benessere psicofisico, così come al contrario nel generare disturbi e patologie anche di grave entità.
Il legislatore italiano ha opportunamente previsto numerose norme volte a garantire la qualità dei cibi sin dalle prime fasi di produzione e lavorazione,
fino alla messa in commercio. Considerato che la provenienza dei prodotti finiti o delle materie prime è ormai estesa a tutto il globo, risulta indispensabile una accurata verifica anche dei pericoli alla salute che possono originare dalle zone di provenienza. L’11 marzo 2011 in Giappone, a Fukushima, si è verificato un grave incidente ad una centrale nucleare, il quale ha causato una estesa contaminazione radioattiva che ha pesantemente interessato l’ambiente naturale, con particolare impatto sulla flora e sulla fauna. Alla luce di ciò l’Unione Europea, attraverso una apposita Commissione, ha preso provvedimenti d’urgenza stilando un Regolamento – Regolamento di Esecuzione (UE) N. 506/2011del 23.05.11 – finalizzato a garantire la miglior tutela della salubrità dei prodotti provenienti dalle zone contaminate: in particolare i prodotti alimentari e gli alimenti per animali potranno essere importati ed introdotti nel mercato europeo solamente se accompagnati da una dichiarazione che attesti:
- a) che il prodotto è stato raccolto e/o trasformato prima dell’11 marzo 2011, oppure
- b) che il prodotto è originario da una prefettura diversa da quelle interessate dalla radioattività, oppure c) che il prodotto non è originario da una delle prefetture a rischio, ma vi è solo transitato senza essere esposto alle radiazioni, oppure
- d) che il prodotto è originario di una delle prefetture a rischio, ma i livelli radioattivi non superano quelli massimi consentiti.
Le autorità competenti sono comunque demandate ad effettuare controlli a campione ed esami di laboratorio per rilevare la eventuale presenza di radiazioni. Nonostante i provvedimenti adottati, il livello di attenzione deve restare alto perché la pericolosità dei prodotti radioattivi è estremamente elevata, soprattutto in relazione alle patologie oncologiche. Il singolo consumatore ha purtroppo pochi strumenti per tutelarsi a riguardo, ma certamente risultati più efficaci possono essere ottenuti attraverso organismi collettivi quali le associazioni non profit. Anvolt da sempre si batte per il diritto alla salute ed insieme ad altri numerosi operatori del privato sociale è parte della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (F.A.V.O.), attraverso la quale sono stati raggiunti importanti traguardi. Il sostegno e la partecipazione alle associazioni costituisce dunque un efficace strumento per promuovere e difendere la salute di ognuno di noi.
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