Vincenza Calosci è da due decenni la responsabile dell’anvolt a Verona. La incontriamo oggi per tracciare un bilancio di questa lunga attività, che ancora continua.
Lei è da molto tempo la Delegata di anvolt Verona, qual è la situazione dell’associazione veronese in questo momento?
«Nonostante le difficoltà procediamo spediti nella nostra opera di lotta contro le patologie tumorali. E dopo più di vent’anni di assistenza ai cittadini di Verona e dintorni posso dire di avere molto a cuore le sorti non solo di questa “missione”, ma della loro salute e del loro benessere in generale. Tanto che oggi offriamo un panorama di servizi assolutamente completo, che va addirittura al di là della assistenza a chi
è colpito da patologie tumorali».
A che cosa si riferisce?
«Recentemente abbiamo preso in carico alcune persone colpite da gravi disagi legati alla disabilità, situazioni difficili che avevano bisogno di una mano e da
noi l’hanno trovata. Questo, come ho detto, anche se non erano state colpite dal tumore, perché lo statuto dell’associazione lo permetteva in particolari situazioni. Siamo stati ben felici di farlo e di andare al di là di ciò che normalmente facciamo. Che è già molto».
Quali servizi offrite normalmente?
«Un ampio ventaglio di servizi riguardanti la prevenzione e l’assistenza dei tumori, attraverso le visite gratuite presso il nostro ambulatorio, i servizi di trasporto e assistenza domiciliare, l’assistenza psicologica ai malati e alle loro famiglie. Inoltre, attraverso la collaborazione con l’ospedale di Borgo Trento e la dr.ssa Nadalini, contribuiamo anche alla erogazione di borse di studio per sostenere giovani specialisti nei loro studi per combattere le malattie tumorali. Si può veramente dire che siamo al servizio della cittadinanza».
Che ruolo hanno nell’attività di anvolt Verona i suoi collaboratori?
«Fondamentale, sono una costola determinante del progetto. Un ringraziamento particolare desidero farlo alla dr.ssa Lussana e al dr. Tricolore, i ginecologi
che visitano presso il nostro ambulatorio in maniera eccezionalmente professionale, anche sotto l’aspetto psicologico, di sostegno ai pazienti che a volte hanno solo bisogno di un po’ di sicurezza. E poi ai volontari, alla mia vice Gigliola, senza i quali l’associazione non potrebbe andare così bene».
Novità in programma per il futuro di anvolt Verona?
«Posso annunciare con grande orgoglio che da gennaio 2012 il nostro
ambulatorio potrà finalmente contare sull’appoggio di un ecografo. Di questo
devo ringraziare, oltre alla mia personale tenacia, la direzione generale di
Milano».
Quale messaggio porta con sé per i cittadini l’attività di anvolt Verona?
«Che siamo stati – e continueremo a essere – una realtà a loro sostegno. E poi che noi non molliamo, perché nonostante le difficoltà e la crisi economica che attanaglia il Paese, la generosità dei cittadini veronesi ci permette di continuare la nostra attività di volontariato con proficua soddisfazione. Da parte nostra cerchiamo di ricambiare questa enorme generosità reinvestendo tutte le risorse che ci provengono per offrire ai cittadini un servizio di prevenzione e screening sempre più completo e aggiornato».
Il suo personale bilancio dopo più di vent’anni nel mondo volontariato?
«Il bilancio è estremamente positivo, perché il volontariato ha riempito la mia vita e moralmente mi ha dato tantissimo. Prova ne è il fatto che, nonostante
abbia l’età per godermi un po’ di meritato riposo, non mi viene neanche in mente di abbandonare l’associazione.
Il volontariato è una realtà veramente difficile da lasciare per andare in pensione. Infatti non ho nessuna intenzione di farlo!».
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