Così giovane e già Delegata dell’anvolt. Che cosa significa per te?
«Tante cose. Significa un enorme impegno, ma soprattutto alzarsi la mattina per affrontare un’attività difficile e al tempo molto stimolante con la grande energia che la mia età mi permette di mettere in campo».
Ricordi il giorno in cui hai incontrato l’associazione?
«Lo ricordo molto bene, è stato il 19 gennaio del 2004 e mi ha cambiato la vita. Ero arrivata da poco nelle Marche da Napoli e cercavo lavoro come educatrice. Ho conosciuto una realtà per me nuova, che ho imparato ad apprezzare a poco a poco e con grande curiosità occupandomi di assistenza e trasporti. Man mano mi sono innamorata della causa dell’anvolt, l’ho sposata fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di Delegata.
Spero di non abbandonare più questo magnifico mondo del volontariato».
Come si svolge la tua giornata?
«Non esiste una giornata standard, dico sempre ai volontari di Fano che il bello è proprio questo:
ogni giorno, occupandosi a tempo pieno di volontariato, è differente dal precedente. Basta una telefonata con una richiesta di aiuto a cambiare tutto».
Su quali servizi puntate di più ad anvolt Fano?
«In particolare sul progetto “Lotta al Tabagismo” del quale sono coordinatrice regionale e che coinvolge una quindicina di classi delle elementari.
Abbiamo valorizzato il progetto che si organizza nel resto delle regioni italiane e all’estero e lo abbiamo approfondito, realizzando progetti differenti per ciascuna fascia di età per i bambini partecipanti che vanno dalla terza alla quinta elementare.
Con un obiettivo finale preciso: farli arrivare in prima media capaci di rispondere alla domanda: “Fumi?” con un “No grazie!”».
Che obiettivi avete per il prossimo futuro?
«Quello di fornire sempre più assistenza per tutti e di allargare ulteriormente il Progetto “Lotta al Tabagismo”. E di continuare sempre – come già facciamo ora – a dire di sì a tutte le richieste di aiuto che ci pervengono».

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