Il nostro Bilancio Sociale? Frutto di una passione

Silvana Albertazzi, vicepresidente anvolt: “Parola d’ordine qualita!”

Silvana Albertazzi, nata a Voghera, infermiera caposala in pensione, dal luglio 2011 ricopre il ruolo di vicepre- sidente di anvolt. Il suo rapporto con l’associazione dura ormai da più di vent’anni come responsabile del servizio di assistenza infermieristica presso l’ospedale Niguarda. L’abbiamo incontrata per parlare del suo nuovo ruolo e del suo personale bilancio nell’attività di volontariato.

Da luglio ricopre il ruolo di vicepresidente anvolt. Perché è stata scelta e perché ha accettato?
«Sono stata scelta perché il mio rapporto con l’associa- zione dura fin dalla sua fon- dazione, dal 1984. Da quan- do cioè io lavoravo come caposala presso l’ospedale Niguarda di Milano e ho conosciuto questi volontari anticancro con i quali mi sono sentita immediatamen- te in sintonia. Per questo ho accettato oggi il ruolo di vicepresidente, perché fin dall’i- nizio ho creduto nella bontà del progetto dell’anvolt».

Che frutti ha dato il vostro ventennale rapporto? «Per decenni ho seguito l’ufficio anvolt di Niguarda che si occupa dell’assistenza, ho messo a disposizione la mia esperienza come infermiera per fare in modo che i pazienti seguiti dall’associazione ricevessero il miglior trattamento possibile e lo faccio tuttora. Nel corso del tempo abbiamo aggiunto qualche mattone, come la con- venzione di assistenza infermieristica con il reparto Falck del Niguarda, grazie alla quale oggi forniamo gra- tuitamente 2 infermieri al reparto per 5 giorni alla setti- mana, oppure iniziative come il viaggio a Lourdes con gli assistiti che da 6 anni organizzo personalmente».

Che cosa l’ha tenuta legata ad anvolt per tutto que- sto tempo?
«La mia personale passione e quella che ho visto negli occhi di molti volontari nel corso di questi anni. Inoltre sono stata personalmente colpita da un carcinoma qual- che anno fa e anch’io ho potuto toccare con mano i pro- blemi e le preoccupazioni che colpiscono un malato di cancro».

Che momento sta vivendo l’associazione?
«La parola d’ordine di questo periodo è qualità. L’associazio- ne ha deciso di rispondere alla congiuntura difficile mantenen- do tutti i servizi erogati, dall’as- sistenza ai trasporti, dal soste- gno psicologico alla visite di prevenzione, cercando di migliorare ciascuno di essi dal punto di vista qualitativo. Fac- cio un esempio: grazie, anche, agli introiti del 5 per mille negli ambulatori stiamo acquistando
un numero sempre crescente di ecografi».

È la conferma dell’importanza del 5 per mille?
«Certamente, il 5 per mille si è rivelato una risorsa fon- damentale che ci permette di investire nella qualità a vantaggio dei malati. Ringrazio personalmente chi ci ha sostenuto attraverso questo tipo di donazione e faccio un appello perché, nel futuro, sempre più persone scri- vano nella casella del 5 per mille il nome anvolt».

Che cosa pensa, come vicepresidente, della pubblicazione di un Bilancio Sociale? «Che sia la dimostrazione pratica della nostra passione, e che in tempi di scarsa limpidezza in molti settori della nostra vita pubblica e privata, che sia un modo per garantire la trasparenza del proprio operato».

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