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	<title>Anvolt - Sito ufficiale</title>
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	<description>Associazione Nazionale Volontari Lotta Contro i Tumori</description>
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		<title>Regione Marche: l&#8217;Anvolt in cifre</title>
		<link>http://anvolt.org/regione-marche-lanvolt-in-cifre/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[anvolt in cifre]]></category>
		<category><![CDATA[delegazione marche]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>13.457 ore di Assistenza Domiciliare 375 ore di Assistenza Sanitaria 387 ore di Assistenza Psicologica 1.585 trasporti con accompagnatore 3.321 ore dedicate di accompagnamento...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>13.457 ore di Assistenza Domiciliare</p>
<p>375 ore di Assistenza Sanitaria</p>
<p>387 ore di Assistenza Psicologica</p>
<p>1.585 trasporti con accompagnatore</p>
<p>3.321 ore dedicate di accompagnamento assistiti</p>
<p>275 sussidi economici riconosciuti a famiglie di ammalati oncologici con situazione economica precaria</p>
<p>25 pernottamenti nelle nostre case alloggio di Milano a marchigiani in cura in centri ospedalieri di quella città</p>
<p>Decine di iniziative sulla Informazione e Prevenzione dei Tumori Femminili e per la Lotta al Tabagismo realizzati nelle Scuole Elementari della Regione.<br />
</h2>
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		<title>Intervista a Cristian Friscolanti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[civitanova]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>Così giovane e già Delegato del’anvolt. Che cosa significa per te? «Qualcosa di inaspettato (sono diventato responsabile all’età di 26 anni) e che mi riempie di orgoglio e forza. Una...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Così giovane e già Delegato del’anvolt.</strong><strong></strong></p>
<div id="attachment_691" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/cristian-friscolanti.jpg" rel="lightbox[690]"><img class="size-full wp-image-691" title="cristian-friscolanti" src="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/cristian-friscolanti.jpg" alt="Cristian Friscolanti" width="580" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">Cristian Friscolanti</p></div>
<p><strong>Che cosa significa per te?</strong><br />
«Qualcosa di inaspettato (sono diventato responsabile all’età di 26 anni) e che mi riempie di orgoglio e forza. Una soddisfazione che mi permette di arricchire il mio bagaglio di esperienze ogni giorno attraverso le realtà più disparate che il volontariato mi permette di incontrare. E ogni giorno è un piccolo traguardo raggiunto».</p>
<p><strong>Ricordi il giorno in cui hai incontrato l’associazione?</strong><br />
«Era l’agosto del 2007 e fino a quel momento non avevo mai avuto a che fare col volontariato in tutta la mia vita. All’inizio era una realtà sconosciuta e avevo paura di non essere all’altezza di un universo così difficile.<br />
Poi, col tempo e grazie all’aiuto di persone come Marcello Santalucia e Paolo Tesolin, sono cresciuto anche nella consapevolezza di potercela fare, ho creduto nelle mie qualità fino al ruolo di responsabile».</p>
<p><strong>Come si svolge la tua giornata?</strong><br />
«Le mie giornate sono molto impegnative, perché sono gli assistiti, con le loro esigenze, a dettare i tempi della mia attività quotidiana.<br />
Sono sempre al loro servizio, insieme con la mia squadra di volontari».</p>
<p><strong>Su quali servizi puntate di più ad anvolt Civitanova?</strong><br />
«In particolare sull’assistenza: offriamo gratuitamente assistenza psicologica e contributi economici alle famiglie in difficoltà, assistenza domiciliare e trasporto casa-ospedale-casa ai pazienti oncologici e il numero delle persone che ce lo chiedono continua ad aumentare. Il tutto in stretta collaborazione con le altri sedi anvolt delle Marche con le quali lavoriamo in piena sintonia».</p>
<p><strong>Che obiettivi avete per il futuro?</strong><br />
«L’obiettivo primario per il 2012 è quello di mantenere, e se possibile incentivare, la nostra realtà associativa, e di offrire maggiori servizi a un numero sempre maggiore di persone».</p>
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		<title>Intervista a Barbara Giardino</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[delegazione marche]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_687" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/barbara-giardino.jpg" rel="lightbox[684]"><img class="size-full wp-image-687" title="barbara-giardino" src="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/barbara-giardino.jpg" alt="Barbara Giardino" width="580" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">Barbara Giardino</p></div>
<p><strong>Così giovane e già Delegata dell’anvolt. Che cosa significa per te?</strong><br />
«Tante cose. Significa un enorme impegno, ma soprattutto alzarsi la mattina per affrontare un’attività difficile e al tempo molto stimolante con la grande energia che la mia età mi permette di mettere in campo».</p>
<p><strong>Ricordi il giorno in cui hai incontrato l’associazione?</strong><br />
«Lo ricordo molto bene, è stato il 19 gennaio del 2004 e mi ha cambiato la vita. Ero arrivata da poco nelle Marche da Napoli e cercavo lavoro come educatrice. Ho conosciuto una realtà per me nuova, che ho imparato ad apprezzare a poco a poco e con grande curiosità occupandomi di assistenza e trasporti. Man mano mi sono innamorata della causa dell’anvolt, l’ho sposata fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di Delegata.<br />
Spero di non abbandonare più questo magnifico mondo del volontariato».</p>
<p><strong>Come si svolge la tua giornata?</strong><br />
«Non esiste una giornata standard, dico sempre ai volontari di Fano che il bello è proprio questo:<br />
ogni giorno, occupandosi a tempo pieno di volontariato, è differente dal precedente. Basta una telefonata con una richiesta di aiuto a cambiare tutto».</p>
<p><strong>Su quali servizi puntate di più ad anvolt Fano?</strong><br />
«In particolare sul progetto “Lotta al Tabagismo” del quale sono coordinatrice regionale e che coinvolge una quindicina di classi delle elementari.<br />
Abbiamo valorizzato il progetto che si organizza nel resto delle regioni italiane e all’estero e lo abbiamo approfondito, realizzando progetti differenti per ciascuna fascia di età per i bambini partecipanti che vanno dalla terza alla quinta elementare.<br />
Con un obiettivo finale preciso: farli arrivare in prima media capaci di rispondere alla domanda: “Fumi?” con un “No grazie!”».</p>
<p><strong>Che obiettivi avete per il prossimo futuro?</strong><br />
«Quello di fornire sempre più assistenza per tutti e di allargare ulteriormente il Progetto “Lotta al Tabagismo”. E di continuare sempre – come già facciamo ora – a dire di sì a tutte le richieste di aiuto che ci pervengono».</p>
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		<title>La forza giovane</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>Nel nostro peregrinare da una regione all’altra dove sono dislocate le varie delegazioni dell’anvolt ci siamo lasciati alle spalle un 2011 contornato da eventi belli e altri meno, ma soprattutto...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro peregrinare da una regione all’altra dove sono dislocate le varie delegazioni dell’anvolt ci siamo lasciati alle spalle un 2011 contornato da eventi belli<br />
e altri meno, ma soprattutto da storie toccanti che ci convincono di quanto sia importante il lavoro svolto dall’associazione a favore della comunità.<br />
Così nel 2012 partiremo animati da moltissime nuove idee tra le quali quella di inserire nel nostro giornale ancora più spazio per le varie delegazioni, cercando di assemblare, regione per regione, notizie e testimonianze che mostrino un quadro sempre più esaustivo della forza dei nostri volontari.<br />
Il primo numero dell’anno è dedicato alle Marche e ai suoi 10 anni di attività, che si svolge ora nelle delegazioni di Ancona, Fano e Civitanova.<br />
Possiamo definire la situazione dell’anvolt marchigiana come “il nuovo che avanza”, grazie allo spirito dei volontari la maggior parte dei quali sono giovani volenterosi, capitanati da una nostra vecchia conoscenza, Marcello Santalucia.<br />
Una persona che ha vissuto in passato il sociale a Milano e che poi ha scelto di portare la sua grande esperienza prima ad Ancona poi, man mano, di estenderla anche nelle altre città della regione Marche.<br />
Il fatto di poter contare là su nuove leve ci fa credere che esistano tanti giovani la cui immagine è molto differente rispetto a quella negativa che spesso ci passano i media.<br />
Cioè esiste anche una parte dei giovani italiani che dedica il suo tempo a essere utile agli altri, grazie alla consapevolezza di rappresentare una luce, un faro per le persone più sfortunate.<br />
Così come accade nelle Marche di anvolt.</p>
<p>Flavio Tesolin</p>
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		<title>Marche: 10 anni di Anvolt</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>Ricordo come se fosse ieri il primo giorno ad Ancona. La direzione nazionale aveva scelto la regione Marche e il suo capoluogo come territorio in cui sviluppare un intervento anvolt a favore...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_680" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/marcello-santalucia-delegazione-ancona.jpg" rel="lightbox[676]"><img class="size-full wp-image-680" title="marcello-santalucia-delegazione-ancona" src="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/marcello-santalucia-delegazione-ancona.jpg" alt="Marcello Santalucia, Delegato ad Ancona" width="580" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">Marcello Santalucia, Delegato ad Ancona</p></div>
<p>Ricordo come se fosse ieri il primo giorno ad Ancona. La direzione nazionale aveva scelto la regione Marche e il suo capoluogo come territorio in cui sviluppare un intervento anvolt a favore degli ammalati di tumore e delle loro famiglie.<br />
Le notizie in nostro possesso dicevano che anche qui, pur riconoscendo le capacità di intervento da parte degli enti pubblici, locali e del privato sociale, vi era ancora molto da fare per la qualità della vita e per l’assistenza ai tanti che si trovavano a vivere un’esperienza devastante quale è la patologia tumorale.<br />
Allora la nostra associazione, che da anni aveva coperto quasi tutto il territorio dell’Italia settentrionale con una presenza capillare, e con una discreta presenza al Sud, ha avvertito la necessità di rispondere a bisogni concreti che si manifestavano anche in Italia centrale, dove esisteva una singola sede, a Roma.<br />
L’esordio qui, nelle Marche, è stato molto duro. Lo scetticismo con cui siamo stati accolti è stato dirompente, il linguaggio e il vissuto associativo diversi da quelli sperimentati in altre aree territoriali, come la Lombardia, regione da cui provenivamo. Poi sono stati fatti degli errori e ci sono state serie incomprensioni con altre associazioni, così come ci sono state illusioni e momenti estremamente difficili. Insomma, riuscire a trasmettere quanto volevamo fare qui nelle Marche non è stato facile per niente, soprattutto sembrava impossibile far capire che stavamo utilizzando una nuova forma di raccolta fondi &#8211; qui<br />
sconosciuta &#8211; per finanziare i nostri interventi gratuiti a favore degli ammalati di tumore. Ma anche parlare un linguaggio diverso, collaborare con Istituzioni ed Enti senza sostituirsi a loro, è stata davvero un’opera di estrema difficoltà.<br />
Si doveva lavorare duro, si doveva fare del nostro meglio per mostrare alla comunità i nostri valori, farle conoscere i nostri pregi, l’esperienza positiva nell’opera umanitaria dell’anvolt. Oggi il terzo settore, qui ed altrove, è una realtà diversa da prima e molto più concreta, il privato nel sociale dimostra la<br />
grande solidarietà e l’enorme ampiezza di intervento di cui è capace, in un’ottica radicalmente nuova rispetto ai pur validi spirito e azione volontaristica di un tempo. Nelle Marche ci siamo incontrati con le altre realtà dell’associazionismo, abbiamo esposto le nostre idee alle autorità sanitarie e sociali e alla fine<br />
siamo stati capiti.<br />
Così, dopo l’inizio un pò spiacevole, abbiamo visto aprirsi davanti a noi le porte della grande ospitalità marchigiana, che ci ha permesso di lavorare semplicemente bene. I nostri primi assistiti, le tante persone che hanno collaborato e collaborano ancora con noi, i nostri sostenitori che hanno avuto fiducia nel nostro progetto, ci hanno dato la forza per andare avanti e ci hanno spronato a far sempre di più.<br />
Adesso i numeri ci danno ragione: gli sforzi fatti hanno dato risultati inattesi su tutti gli aspetti assistenziali e non solo. Siamo veramente orgogliosi e grazie all’entusiasmo dovuto a questo sentimento abbiamo potuto aprire dopo Ancona anche le sedi di Civitanova Marche e Fano, riuscendo a coprire così tutto il territorio marchigiano, con la forza e la capacità di arrivare ovunque per fornire i nostri servizi gratuiti.<br />
In breve la storia decenale dell’anvolt nelle Marche conferma ancora una volta che al primo posto nella scala dei nostri valori c’è la solidarietà, la qualità della vita di chi vive un dramma così devastante come il tumore e della sua famiglia che lo accompagna in questo duro percorso.<br />
Per questo abbiamo deciso non solo di assistere gli ammalati gravi ma, cosa che fanno in pochi, differenziare gli interventi e prenderci cura dal pre al post diagnosi, affiancare la persona colpita dal tumore e la famiglia accompagnandole in un difficilissimo percorso di vita come questo.<br />
Ora per noi, l’anvolt delle Marche, è il momento di sviluppare una nuova serie di interventi a tutela della salute e di informazione:<br />
a breve partiranno nuovi progetti dedicati alle donne e ai bambini delle materne e delle elementari, oltre al perfezionamento delle attività di assistenza<br />
come la domiciliare, e daremo una spinta allo sportello di tutela e di informazione, al supporto psicologico in sede, a domicilio e con numero verde dedicato. Importante è sottolineare che quanto siamo riusciti a fare e faremo in ambito di assistenza sociale è senza un minimo di contributi economici o convenzione con enti pubblici e locali e in forma totalmente gratuita per tutti gli assistiti, questo solo grazie ai nostri numerosissimi sostenitori.<br />
A distanza di 10 anni dall’inizio del nostro impegno nelle Marche dobbiamo ringraziare quanti hanno permesso tutto questo: i tanti volontari e operatori dell’assistenza e della raccolta fondi, i giovani che ci hanno affiancato con fiducia e tra loro i nostri fiori all’occhiello, i responsabili delle sedi di Fano e Civitanova.<br />
Un ringraziamento ancora più grande va ai nostri responsabili nazionali che ci hanno sempre sostenuto.</p>
<p>Marcello Santalucia,<br />
Delegato ad Ancona</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’angolo del Presidente</title>
		<link>http://anvolt.org/langolo-del-presidente/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[l'angolo del presidente]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>Cari amici, come abbiamo ribadito più volte, per il futuro anvolt punterà sulla qualità dei servizi, per mantenere l’alto standard che ha raggiunto fino a oggi. Tenere le posizioni non...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,<br />
come abbiamo ribadito più volte, per il futuro anvolt punterà sulla qualità dei servizi, per mantenere l’alto standard che ha raggiunto fino a oggi. Tenere le posizioni non significa però impedirsi di crescere ed è per questo che, se ci sarà l’occasione, nel 2012 apriremo nuove delegazioni là dove le richieste di intervento di assistenza ai malati di tumore lo richiedono.</p>
<p>Penso, ad esempio, proprio all’Italia centrale di cui vi parliamo in questo numero del giornale, dove grazie al proficuo lavoro dei nostri volontari, l’associazione ha la possibilità di espandersi ulteriormente.<br />
Saluti a tutti,<br />
Osvaldo Previato</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La voce che soffia intorno a noi</title>
		<link>http://anvolt.org/la-voce-che-soffia-intorno-a-noi/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 21:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storie da un mondo senza paura]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>è arrabbiata Rosella Fiore, arrabbiatissima! E per esprimere la sua ira si deve tappare il naso con l’indice e il pollice. Altrimenti il soffio d’aria che rimpiazza la sua voce non le esce...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è arrabbiata Rosella Fiore, arrabbiatissima!<br />
E per esprimere la sua ira si deve tappare il naso con l’indice e il pollice.<br />
Altrimenti il soffio d’aria che rimpiazza la sua voce non le esce dalla bocca. O, piuttosto, da ciò che è rimasto dietro alle sue labbra sottili. Ma non è tutto: a 53 anni Rosella non solo non riesce a parlare, le è anche impossibile mangiare. Non ce la fa, priva di quasi tutto quello che può aiutarla a inghiottire il cibo. E pesa soltanto 36 chili, e sono ben lontani i bei tempi di un anno fa quando la bilancia si fermava a quota 52.<br />
Insomma, la brutta malattia le ha portato via tanto: le corde vocali, il palato, insomma alcuni degli organi necessari per vivere normalmente. Risparmiandole solo il viso, che le serve per esprimere con una smorfia l’ironia con la quale, ogni tanto, prende in giro se stessa. E che la spinge a dire con la sua voce simile a un sibilo:</p>
<p>«Cavolo, non c’è più un posto sul mio corpo, che non sia stato “baciato” dal tumore”». Però, se qualcuno pensa che Rosella ce l’abbia con il cancro, si sbaglia. Per lei anche questa malattia, come tutte le altre, fa semplicemente parte della vita e quindi ci viene mandata da lassù. Allora la cosa migliore è accettare ciò che ti è stato assegnato dalla sorte e difenderlo fino a quando ti rimangono le forze per combattere.<br />
Certo, non puoi essere impassibile davanti al comportamento di persone che ti fanno molto più male persino di una crudele malattia. Soprattutto quando hanno il compito &#8211; stupendo &#8211; di aiutare il prossimo che soffre, gli sfortunati come te.<br />
Quello che dovrebbero fare i signori del Patronato, dell’Inps di Ancona o quelli dei Servizi Sociali Comunali. Per esempio lo scorso 6 giugno le hanno sospeso la pensione, rimandando il pagamento a fine di dicembre con un semplice “forse, vedremo”.<br />
Senza essere impressionati gli impiegati statali dal fatto che Rosella non abbia nessun altro reddito, nessun risparmio dopo anni di lavoro, neanche un parente in grado di aiutarla. Allora è comprensibile che i suoi 36 chili, tutto il suo essere, esplodano di rabbia.<br />
Anche perché la sua pensione di invalidità non è stratosferica e non può certo rappresentare un bastone tra le ruote del sistema previdenziale nazionale. Si tratta di una somma modestissima, del costo di una cena per due in un buon ristorante di pesce, di 264 euro mensili! Dei quali Rosella spende subito 108 euro tra affitto e spese condominiali del minuscolo appartamento nella casa popolare dove abita da sola. Poi una quarantina di euro vanno via solo per i ticket delle medicine che deve prendere ogni settimana. Alla fine, se le rimane qualche soldo, lo spende per le minestre e i succhi con cui sopravvive.<br />
Ma quando non ci sono neanche questi 264 euro, mica si deve buttare giù dalla cupola della cattedrale di San Ciriaco? No, non lo farebbe mai Rosella, perché è sempre stata forte, perché non si dà per vinta fin da quando ha divorziato più di 20 anni fa ed è riuscita a far crescere le sue due figlie da sola. Adesso la più grande è sposata, ha due figli e vive a Pavia con la famiglia, la piccola si è laureata ed ha trovato lavoro a Bologna. Sono indipendenti, quando possono vengono a trovarla, ma Rosella non può e non vuole costringerle a prendersi cura di lei. Lo sa benissimo, non è facile vivere sotto lo stesso tetto con la sofferenza, non importa che abbia colpito la tua mamma! E rimarrebbe malissimo se loro spendessero per lei anche solo un centesimo.<br />
Che fare? Chiederebbe il grande scrittore russo Cernysevskij in un momento di crollo esistenziale. Cercare &#8211; risponderebbe Rosella &#8211; perché gente buona e pronta a darti una mano, malgrado il poco che possiede, si trova sempre.<br />
E lei l’ha trovata all’inizio del giugno scorso su un foglio attaccato a una parete dell’ospedale. Era solamente un avviso dell’anvolt a proposito del suo servizio di<br />
assistenza agli ammalati di cancro, che avevano visto insieme alla figlia piccola.<br />
È stata lei a portarla nella sede dell’associazione<br />
di Ancona e il delegato Marcello Santalucia si è occupato subito del suo<br />
caso. Prima cosa, con un contributo economico per diversi mesi e poi con la presa in carico da parte della psiconcologa per accompagnarla nel duro percorso della malattia; in ultimo con l’affidamento a una coppia di volontari, Raul e Barbara. Che ora Rosella descrive come bravissimi, pieni di umanità, persone splendide, di quelle che non ci sono quasi più. Pensano a tutto loro &#8211; spesa al supermercato, comprare i farmaci, accompagnarla in ospedale per le cure quotidiane.<br />
E così, accanto a Rosella, l’associazione ci sarà fino al ritorno della pensione di invalidità e del giusto riconoscimento dell’assegno di accompagnamento. Ogni tanto Raul porta la magrissima signora anche in associazione per ridere alle battute di Marcello e stare insieme agli altri volontari<br />
della delegazione anconetana.<br />
Per riscaldarsi l’anima in questo mondo diventato così freddo malgrado il riscaldamento globale. Dove, come dice Rosella, c’è poca gente pronta a buttarsi nella sofferenza e a farla diventare il suo “modus vivendi” in nome degli altri.<br />
Ora come ora Rosella ha un solo desiderio, migliorare un po’ di salute per realizzare il sogno della sua vita: un viaggio all’estero.<br />
Non ci è mai stata, e lasciamo perdere che non conosce bene neanche l’Italia. Non vuole andare in qualche paradiso terrestre, ma solo in Grecia.<br />
Così vicina ad Ancona, anche se per lei è rimasta per più di mezzo secolo tanto lontana. Triste, sì. R/M</p>
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		<title>Combattiamo i tumori con l’aiuto dei robot</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 21:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lotta ai tumori]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>Il professor Vito Pansadoro si è laureato presso l’Università “La Sapienza” a Roma ed è stato Primario del reparto di Urologia degli Ospedali CTO, San Camillo, San Raffaele e San...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_669" class="wp-caption alignnone" style="width: 485px"><a href="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/dottor-vito-pansadoro.jpg" rel="lightbox[665]"><img class="size-full wp-image-669 " title="dottor-vito-pansadoro" src="http://anvolt.org/wp-content/uploads/2012/01/dottor-vito-pansadoro.jpg" alt="dottor-vito-pansadoro" width="475" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Dottor Vito Pansadoro</p></div>
<p>Il professor Vito Pansadoro si è laureato presso l’Università “La Sapienza” a Roma ed è stato Primario del reparto di Urologia degli Ospedali CTO, San Camillo, San Raffaele e San Giovanni della capitale.<br />
Attualmente è Presidente della Fondazione Vincenzo Pansadoro per la ricerca Uro-Oncologica e Direttore del Centro di Urologia Laparoscopica.<br />
Il suo interesse professionale si è sempre rivolto all’Oncologia Urologica e all’Urologia ricostruttiva dell’apparato<br />
urinario e dal 1990 alla Chirurgia Laparoscopica.<br />
Questa tecnica chirurgica si è concretizzata, in questi ultimi anni, nello sviluppo di una serie di innovazioni che hanno portato la Fondazione Vincenzo<br />
Pansadoro ai più alti livelli. Infatti, oggi è possibile operare in Laparoscopia la grandissima maggioranza delle affezioni urologiche, ivi comprese le affezioni neoplastiche.<br />
Il Prof. Pansadoro è inoltre specialista in Urologia, Chirurgia Pediatrica e Chirurgia dell’Apparato Digerente e Libero Docente dell’Università di Roma. È autore di oltre 150 articoli scientifici pubblicati prevalentemente su riviste internazionali, e di 4 libri di Urologia.</p>
<p><strong>Professore quali sono le ultime novità nel</strong><strong> campo della lotta ai tumori urologici?</strong><br />
«Il punto chiave e la novità principale, che bene è stata espressa dal recente congresso annuale della Società Italiana di Urologia che mi ha visto come presidente, è che la chirurgia laparoscopica e robotica mini invasiva ormai ha fatto passi da gigante rispetto al passato. Oggi, grazie a questa tecnica, riusciamo a eliminare tumori anche di alcuni centimetri salvando la funzionalità renale in maniera ottimale. In altre parole oggi si fanno più nefrectomie parziali che radicali».</p>
<p><strong>Come è possibile questo risultato?</strong><br />
«Aggredendo le diverse patologie renali senza più la necessità di operare “a cielo aperto” ma, attraverso l’utilizzo di cosiddetti “Robot da Vinci”, possiamo rimuovere direttamente il tumore e, allo stesso tempo, conservare intatta la funzionalità renale del paziente. Al congresso della Società Italiana di Urologia il professor Inderbir Gill, dell’Università di Los Angeles, considerato unanimemente il punto di riferimento mondiale in questo campo, ha tenuto una lectio<br />
magistralis interessantissima su questo tema».</p>
<p><strong>Lei realizza personalmente questo genere</strong><strong> di interventi?</strong><br />
«Io mi occupo di chirurgia mini invasiva dal 1994. Si tratta di interventi particolarmente delicati perché, oltre alla precisione, è necessario lavorare anche con il cronometro in mano. In pratica, l’intervento viene eseguito dopo aver bloccato l’afflusso di sangue al rene, cioè in “ischemia a caldo”. L’enucleazione del tumore non deve durare più di un quarto d’ora altrimenti l’ischemia può provocare un danno renale. Sono necessarie precisione, ma anche estrema velocità».</p>
<p><strong>Quali sono i maggiori vantaggi oltre alla</strong><strong> salvaguardia del rene?</strong><br />
«Certamente, grazie alla chirurgia laparoscopica e robotica, possiamo contare su assenza del dolore nel post operatorio – aspetto non da poco – ma anche sulla possibilità di eseguire un intervento in assoluta precisione».</p>
<p><strong>Oltre alla chirurgia a che cosa sono dovuti</strong><strong> i successi nella lotta ai tumori in urologia?</strong><br />
«Al fatto che oggi si lavora con un’attività multidisciplinare tra gli urologi, gli oncologi e i radioterapisti e questo ci permette di curare e guarire i tumori renali, vescicali, prostatici e del testicolo nella grande maggioranza dei casi. È questa la vera chiave di volta».</p>
<p><strong>In che cosa consiste la prevenzione di</strong><strong> questo genere di tumori?</strong><br />
«Nella maggior parte dei casi – circa il 70% – il tumore viene scoperto in una fase iniziale grazie a controlli casuali eseguiti con una semplice ecografia. Non si può, per la verità, parlare di prevenzione ma di diagnosi precoce.<br />
È per questo che i controlli regolari sono importanti, ed è fondamentale che le strutture deputate a questo lavoro siano dotate di uno strumento indispensabile<br />
come l’ecografo».</p>
<p><strong>Quanto è sviluppata nel nostro paese la</strong><strong> sua diffusione?</strong><br />
«Ancora poco e questo è uno dei tanti problemi della sanità italiana. In altri paesi europei la grandissima maggioranza dei medici di base può contare sull’utilizzo di un ecografo. Certamente non sono in grado di effettuare una diagnostica raffinata ma possono con facilità e rapidità, praticamente<br />
a costo zero, effettuare un controllo dello stato di salute dei loro pazienti».<br />
<strong>Un aspetto positivo</strong><strong> della sanità del</strong><strong> nostro Paese?</strong><br />
«Non sono pochi, ad esempio la grande diffusione di robot per questo genere di operazione per la quale siamo tra i primi in Europa insieme alla Germania. E poi che lo Stato provvede, praticamente a titolo gratuito, al cittadino tutti i farmaci. Altro aspetto molto positivo, oggigiorno ci sono molti più scambi a livello internazionale rispetto al passato e i nostri giovani hanno la possibilità di crescere tanto trascorrendo un anno all’estero durante il loro periodo di specialità».</p>
<p><strong>Che cosa consiglia per un comportamento</strong><strong> corretto nei confronti del rischio di sviluppare</strong><strong> un tumore al rene?</strong><br />
«Non essendo possibile dare consigli sicuri legati a stili di vita o alimentazione, il mio consiglio per le persone è quello di effettuare visite di controllo regolari. E per i medici quello di fare ecografie a tappeto! Al giorno d’oggi è il modo migliore per combattere un tipo di patologia spesso sottovalutata, ma ancora purtroppo, abbastanza diffusa».</p>
<p><strong>Ultima domanda, qual è il suo hobbie quando non lavora?</strong><br />
«Sono un carattere molto sportivo. Quindi, a parte gli sport stagionali, come vela e sci, pratico regolarmente l’equitazione e il golf».</p>
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		<title>DI TUMORE AL TESTICOLO SI GUARISCE</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 20:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[lotta ai tumori]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>Grazie ai trattamenti con radioterapia, chemioterapia e chirurgia è possibile dare speranze concrete a migliaia di persone alle quali viene diagnosticato il tumore al testicolo in giovane...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ai trattamenti con radioterapia, chemioterapia e chirurgia è possibile dare speranze concrete a migliaia di persone alle quali viene diagnosticato il tumore al testicolo in giovane eta’.</p>
<p>Infatti Le prospettive di guarigione dal tumore hanno raggiunto in questi ultimi tempi il 90% dei casi.</p>
<p>Fonte: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano</p>
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		<title>FASE AVANZATA DI UN NUOVO FARMACO MULTI-CANCRO</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 20:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster Anvolt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class='excerpt'>È partita a Londra una nuova fase sperimentale di un farmaco antiangiogenico che agisce sui vasi sanguigni che portano ossigeno e nutrienti al tumore. Senza un apporto di sangue, un tumore non può...</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È partita a Londra una nuova fase sperimentale di un farmaco antiangiogenico che agisce sui vasi sanguigni che portano ossigeno e nutrienti al tumore.<br />
Senza un apporto di sangue, un tumore non può crescere ed è questa l’azione che sviluppa il farmaco L-NNA, un multi-cancro che agisce su diversi tumori solidi, come quello al seno, all’intestino e ai polmoni.</p>
<p>Fonte: Mount Vernon Cancer Centre</p>
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