25 anni di anvolt in Friuli Venezia Giulia

di Cristina Morsanutto

I miei primi ricordi legati ad anvolt risalgono al settembre del 1988.

Ero una giovane ragazza che all’improvviso, per uno di quei casi che piacciono tanto al destino, si era ritrovata a conoscere la realtà del volontariato. L’associazione ai tempi, almeno per come la vedevo nei miei pensieri e nelle sensazioni che provavo allora, era giovane, piena di entusiasmo anche se ancora disorganizzata.

Mi piace constatare che lo stesso entusiasmo è vivo ancora oggi, seppure con una struttura organizzativa del tutto differente e, dopo quasi 25 anni di attività, evidentemente molto migliorata.

Io, originaria di Latisana e frequentatrice di Trieste per motivi legati alla vita privata, fui catapultata a Udine e nominata responsabile della delegazione locale. Ho subito improntato l’attività quotidiana mia e della squadra di volontari secondo alcuni capisaldi che sono per me validi ancora adesso: serietà, attenta organizzazione e, soprattutto, estrema attenzione verso gli utenti finali che, nel nostro caso, sono le persone colpite da una patologia tumorale e le loro famiglie.

Una responsabilità ancora più grande, dunque. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà perché ci siamo dovuti scontrare con una certa diffidenza dovuta all’atavica mentalità un po’ chiusa dei friulani che però, una volta che ti conoscono, è gente capace di aprirsi e di essere generosa come nessun’altra.

L’assistenza è sempre stata un punto fermo dell’attività di anvolt in Friuli ed essendo un servizio concreto ha solleticato il senso pratico dei Friulani che ci hanno subito dopo sostenuto con entusiasmo.

Da allora questo legame non si è più sciolto. E di iniziative pratiche ne abbiamo fatte tante. Un progetto al quale sono sempre stata molto legata è quello che realizziamo con i bambini delle scuole elementari, il concorso di disegno anti-fumo “Lotta al tabagismo”, che fin dall’inizio ho organizzato con la scuola Nostra Signora dell’Orto di Udine, la stessa che ha frequentato mio figlio Matteo che oggi ha 17 anni. È bello aver visto nel corso del tempo così tanti bambini partecipare all’iniziativa con entusiasmo e magari convincere i genitori a smettere di fumare. Così come è fantastico assistere, nel giorno delle premiazioni, alla loro felicità durante la festa che ogni anno organizzo personalmente.

Nel corso del tempo oltre, che dai cittadini, ci siamo fatti conoscere anche dalle istituzioni e da anni ormai collaboriamo nello sviluppo dei progetti a sostegno del sociale in città. E di questo le voglio ringraziare. Ho incontrato personaggi straordinari tra i volontari che ci hanno accompagnato durante il difficile cammino che abbiamo intrapreso. Penso a Danilo, classe 1932, che ancora oggi è un nostro fiduciario esterno e va in giro in automobile per la raccolta fondi con l’entusiasmo di un ragazzino.

Il 23 di questo mese compirà 80 anni ma nei giorni in cui ha pochi giri da fare si arrabbia… Oppure penso ad Amalia che è talmente forte che lavora più di un uomo nella sua costante ricerca del benessere delle persone da noi assistite, o a tutte le dottoresse che fin dal 1998 si danno il cambio nel visitare presso il nostro ambulatorio.

E poi alle volontarie che si occupano del progetto “No alla solit’Udine” in collaborazione con gli assistenti sociali del Comune, uno degli sbocchi ai quali ha portato il proficuo rapporto di anvolt con le istituzioni locali. Gina, Irene e Carmen mettono tutta la loro grinta per non lasciare mai sole le persone per le quali il bene più prezioso ormai non è neppure più la salute, ma la compagnia. È incredibile lo spirito che accomuna tutta la gente che ha offerto il proprio operato per questa delegazione: uno spirito che io ormai respiro tutti i giorni, fatto di attenzione verso gli altri e di solidarietà.

Nel corso del tempo, oltre a questi preziosi volontari, ho avuto modo di incontrare personalità memorabili, alcune delle quali erano malati da noi assistiti. Porterò per sempre nel cuore Alessandra Berti, una giovane giornalista locale del Gazzettino colpita da un brutto male che ci ha lasciato a soli 34 anni. Ricordo il favoloso rapporto che si è instaurato tra noi, i momenti belli di speranza quando la malattia sembrava poter scomparire e quelli più cupi quando, puntualmente, si ripresentava.

Ho stampati nella mente i suoi ultimi giorni durante i quali, resa debolissima dalla malattia, ha voluto sposarsi in ospedale ed io ero presente. È stato uno dei momenti più intensi e carichi di commozione di tutta la mia vita. E come d’altro canto scordarmi di Virginia, una ragazza venuta a farsi fare una visita di controllo nel nostro ambulatorio ginecologico, convinta di non potere avere figli e di essere alle prese con chissà quale tipo di problema, che invece scoprì qui da noi di essere incinta?

Proprio in questi giorni ci è venuta a trovare con il suo Neel e tutti i volontari si sono stretti colmi di gioia intorno a lei e al suo bambino. In tutto questo tempo, insomma, ho avuto a che fare con un caleidoscopio di personalità e vicende umane senza paragoni.

Alcune di esse mi hanno dato grande gioia, altre profonda tristezza, ma tutte sono state legate da un unico minimo comune denominatore: l’amore verso gli altri, la disponibilità che si può dare al prossimo, che non è mai abbastanza. Dopo 25 anni di anvolt è una lezione che ho imparato.

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